Extralberghiero, è tempo di cambiare per i consulenti di viaggio

“C’era una volta, ma oggi non c’è più…”.

Capita spesso, sempre più spesso, che i professionisti del turismo siano costretti a pronunciare questa formula per parlare di quel che facevano e che oggi non riescono più a fare.

Presi da un milione di altre occupazioni, e costretti a rincorrere sempre il tempo, i consulenti che ancora si occupano di extra-alberghiero sono sostanzialmente dei Dmc, ovvero delle Destination Management Company, molto locali che fungono da corrispondenti di grandi network, e che operano con limitatissimi margini di guadagno, che per tante ragioni non riescono più a garantire una elevata qualità del servizio.

La rivoluzione del settore, iniziata già da anni, sembra aver fagocitato figure un tempo importantissime ma che, in ragione di quanto accaduto, faticano ad arrivare davvero a fine mese.

Nell’extra-alberghiero c’è sempre più bisogno, però, di figure preparate che, al pari dei veri Dmc, riescano a fornire pacchetti e servizi individuali collegati al turismo ma anche meeting convention, congressi, pacchetti viaggi o offerte soggiorno nelle destinazioni e per la tipologia d’interesse per cui sono specializzati.

La rivoluzione starà nel saper tornare alle origini, nel saper valorizzare una figura che esiste da sempre, nel sapersi specializzare per tornare a vendere i propri territori, ad offrire pacchetti ma anche servizi pensati su misura per i clienti.

Per guardare avanti spesso occorre sapersi voltare. I nuovi consulenti di viaggio che si occupano di extra-alberghiero potranno però guardare oltre, molto oltre, solo se avranno una realtà solida e ben salda al proprio fianco. Diversamente saranno destinati anch’essi a diventare figure che c’erano una volta ma che ora non ci sono più…

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