Il prossimo decennio si contraddistinguerà per la massima integrazione tra alberghiero ed extralberghiero

Gli operatori del settore lo avevano già intuito ma l’emergenza sanitaria da Covid-19 lo ha fatto ben comprendere anche ai più distratti: tra alberghiero ed extralberghiero è sempre più necessaria una veloce integrazione. Veloce perché i cambiamenti epocali vanno presi al volo, altrimenti si rischia di perdersi veramente dietro ad essi, indispensabile perché senza si resterà fermi al polo non potendo fare più nulla per sempre. In buona sostanza, dicono gli esperti, quello che sta passando è un treno in corsa: occorre decidere se salirci sopra al volo o restarsene chiusi all’ultima stazione!

Tecnologie digitali, intelligenza artificiale, Internet of things, blockchain e big data, infatti, hanno ormai definitivamente modificato notevolmente la struttura dell’offerta e le dinamiche della domanda ma con quello che abbiamo vissuto negli ultimi due anni e più la necessità di guardare avanti, e di guardare oltre, si fa impellente.

Perché il Covid un’altra cosa chiara l’ha fatta capire: le strutture alberghiere tradizionali, quelle che sono riuscite a sopravvivere, dovranno riconvertirsi ai nuovi flussi mentre l’extralberghiero, che ha risentito meno del colpo della pandemia, dovrà organizzarsi per intercettare le nuove occasioni.

E’ come se da un lato ci fosse un’esperienza messa a disposizione del sistema e dall’altro un’innovazione da sfruttare. Questo in molti settori del mercato è già avvenuto: chi ha saputo percepire il cambiamento è rinato vincente, chi non l’ha fatto è già morto o, comunque, è destinato a perire da qui ai prossimi anni.

Fare rete e fare sistema tra alberghiero ed extralberghiero, in pratica, è la parola d’ordine. Per sfruttare le potenzialità di un territorio, per lavorare al meglio sui servizi e sulle persone. La nuova occupazione richiesta nell’extra potrebbe venire dall’alberghiero, settore con esperienza e professionalità. Se nasceranno poi nuove forme di turismo, come hotel diffusi sempre più presenti in area un tempo neppure vocate al turismo, lo staremo a vedere.

Di certo c’è che settori come quello delle case vacanze o degli affitti stagionali, che con il Covid hanno chiaramente risentito meno di una fortissima contrazione, molto avrebbero collaborare con l’alberghiero. Si pensi solo all’offerta di pacchetti di servizi, alla gestione dei data base e di tutta la macchina dell’accoglienza, ad esempio tra check-in e check-out, alla promozione comune.

I tempi stanno cambiando, anticiparli significherà resistere al cambiamento e, in molti casi, superare a pieni voti il confronto con la nuova stagione in atto.

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